Come tutto è iniziato!

Ovvero, breve storia dei nomi e degli eventi che portarono all’invenzione della Radio.

Vorrei iniziare questa sezione, dedicata alla storia e alla tecnica della Radio, scrivendo alcune righe su come tutto è iniziato.
Come si è arrivati, da semplici equazioni che descrivevano un mondo misterioso, al mondo di oggi, dove radio, TV e satelliti, sono entrati nel nostro quotidiano.

Siamo nel 1860, gli albori di quella che verrà ricordata come “seconda rivoluzione industriale”.
Epoca di grandi cambiamenti della società e di un grande sviluppo tecnologico in tutto occidente.
Erano gli anni della nascita cemento armato, della ghisa e dell’acciaio, anni in cui le ferrovie, iniziarono a rivoluzionare il mondo dei trasporti, collegando città lontanissime in poco tempo.
Già da qualche decennio, la telegrafia elettrica, permetteva lo scambio di messaggi via cavo a lunghissime distanze, facendo viaggiare le informazioni come mai prima.

James Clerk Maxwell
James Clerk Maxwell, scozzese di origini campagnole, dotato di grandi capacità matematiche, stava per pubblicare una serie di equazioni, basate su gli esperimenti di Michael Faraday, riguardo la relazione tra elettricità e magnetismo.
Queste equazioni descrivevano il comportamento di due “campi”, due grandezze fisiche nello spazio: il campo elettrico e il campo magnetico.

Maxwell, basandosi sulle sue equazioni, fu il primo ad ipotizzare l’esistenza delle onde elettromagnetiche, ma a dimostrare sperimentalmente l’esistenza delle onde radio, fu il tedesco Heinrich Rudolf Hertz

 

Heinrich Rudolf Hertz

Molti comunque furono i fisici che, nel corso della seconda metà dell’800, studiarono il comportamento di queste strane onde elettromagnetiche.
Bose, Hughes, Edison, che fu il primo a brevettare un sistema rudimentale di comunicazione telegrafica senza fili, e tanti altri.

Nikola Tesla e Thomas Alva Edison

Uno dei contributi maggiori, arrivò dal grande rivale di Edison, Nikola Tesla.
Il fisico serbo, cominciò a sfornare brevetti su vari generatori di frequenza.
Siamo ormai negli ultimi anni del 1800, quando Tesla compie dimostrazioni delle sue apparecchiature.

Bobina di Tesla, usata per i primi apparecchi a radiofrequenza.
Guglielmo Marconi

Il misterioso mondo invisibile delle onde elettromagnetiche, affascinò anche un ragazzino bolognese di famiglia medio-alto borghese.
La madre, nobildonna irlandese, impartì al giovane Guglielmo Marconi, un’istruzione privata sul modello anglosassone, questo influì parecchio sul futuro inventore premio Nobel.
Marconi, nel 1890, appena ventenne, si basò sui lavori di Tesla per arrivare la prima intuizione geniale.
Le onde radio, potevano essere usate per trasmettere informazioni.
Utilizzando l’abitazione di famiglia, nelle colline bolognesi, Marconi iniziò a trasmettere i primi segnali radio che gli permisero di far suonare una campanella a distanza di pochi metri, senza l’utilizzo di fili elettrici.
Con un trasmettitore, basato su gli esperimenti di Hertz, Marconi arrivò a compiere un esperimento chiave che diede il via, ad una serie di imprese che cambiarono il mondo.
Con il suo trasmettitore, nel 1895, riuscì a trasmettere i propri segnali oltre una collina, a un miglio di distanza, dove si trovava un’altra persona con un ricevitore.
Da quel momento, Marconi cercò invano di brevettare le sue apparecchiature in Italia, quindi si spostò nel Regno Unito, dove i suoi esperimenti, vennero riconosciuti di grande importanza e finanziati.
Guglielmo Marconi riuscì, per primo, a a mandare messaggi telegrafici senza fili da una parte all’altra del mondo, ebbe la capacità di trasformare questi suoi prodigi della tecnica, in un Business e con dimostrazioni pubbliche suscitò l’interesse della gente, ma soprattutto di politici e militari.
La rivoluzione della radio era iniziata, sempre più navi venivano equipaggiate con apparecchiature e antenne per poter comunicare con la terra ferma, si creò quindi la figura del marconista, addetto alle comunicazioni telegrafiche a bordo.
Marconi fondò la Marconi Company, essa deteneva il monopolio su tutte le apparecchiature.
La radio divenne sempre più popolare, permetteva di unire i popoli, azionare comandi a distanza, avere notizie da una parte all’altra del globo in tempo reale e poteva essere fondamentale per salvare vite in pericolo in zone remote.
L’importanza di questa invenzione, si palesò a tutti, quando addirittura la Torre Eiffel a Parigi, si trasformò per alcuni anni in un grosso traliccio per i test di apparecchiature radio a bordo dei primi aerei militari francesi, durante la prima guerra mondiale.

Negli anni 20 e 30 del 1900, con le prime emittenti radiofoniche, la radio entrò nelle case e nell’immaginario delle persone. 

Negli anni 20, la BBC, un nuovo gruppo di diverse compagnie britanniche, tra cui la Marconi Company, iniziò le prime trasmissioni radiofoniche e i test per le prime trasmissioni televisive.
Con le prime trasmissioni delle emittenti radiofoniche, iniziarono a circolare più informazioni, e con esse anche la propaganda politica.
I nascenti movimenti nazionalisti, usarono il potente mezzo di comunicazione per farsi conoscere e allo scoppio della seconda guerra mondiale, la radio era ormai uno strumento essenziale in campo bellico e politico.
Addirittura il pretesto, che permise ad Hitler di invadere la Polonia, fu la finta invasione di un’emittente radio tedesca da parte di un finto commando polacco.
Successivamente, la radio iniziò ad essere fondamentale anche per i servizi segreti, nell’organizzare i movimenti di resistenza e nel cercare di rubare informazioni al nemico.
Emblematico il caso del geniale matematico Alan Turing.
Turing, fu chiamato a decifrare i messaggi in codice nazisti, spediti via radio dai comandi, verso le unità militari sul campo.
Con successo, il matematico inglese riuscì a infrangere il codice denominato “Enigma”, ribaltando di fatto le sorti della guerra.
Durante la guerra, si svilupparono anche le apparecchiature radar, Ciò permise di sorvegliare i cieli e i mari anche in condizioni meteo o di luce avverse.

Manifesto di propaganda americano durante la guerra fredda
Manifesto di reclutamento femminile della marina militare americana della seconda guerra mondiale




















Con lo sviluppo postbellico del settore aeronautico, la guerra fredda e le conquiste tecnologiche nel campo dell’elettronica, la radio divenne uno strumento sempre più presente nella vita quotidiana.
Negli anni 60, iniziò la trasmissioni di immagini via radio.
Nacque quindi la televisione e con l’avvento del transistor, gli apparecchi riceventi e ricetrasmettitori, divennero sempre più portatili.
La scienza, iniziò a studiare le onde radio, provenienti da stelle e galassie lontanissime, creando una nuova branca di ricerca, la radioastronomia.
Grazie allo sviluppo tecnologico, fu poi possibile comunicare con le navicelle e le sonde automatiche che nei decenni successivi esplorarono il nostro sistema solare.
In circa un secolo e mezzo, lo studio di misteriose energie invisibili, ha plasmato il mondo e continua ancora oggi a influenzare, ogni istante della nostra vita.
Nei prossimi articoli, esploreremo più da vicino queste strane onde invisibili che viaggiano tutte intorno a noi e cercheremo di capire come si fa a captarle e a trasformarle in musica, voci, immagini e dati.

Stay Tuned!

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